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Gelo sui Cerchi Olimpici

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Alle Olimpiadi invernali in Italia partecipano solo 13 atleti russi, privati perfino della bandiera nazionale. La loro “bandiera” porta la scritta “Atleta Individuale Neutrale”. Nello stesso modo vengono presentati 7 atleti bielorussi. Appaiono quindi non solo come semplici individui che gareggiano a titolo personale ma, essendo definiti “neutrali”, appaiono come apolidi, ossia come persone che non sono cittadini di alcuno Stato.

Nella stessa situazione sono i giornalisti russi inviati alle Olimpiadi in Italia: non hanno la loro nazionalità indicata sui tesserini stampa, ma al suo posto appare l’acronimo INO che indica il loro status “neutrale.” Le Olimpiadi invernali in Russia nel 2014 – che si aprirono a Sochi il 7 febbraio alla vigilia dell’esplosione della crisi ucraina con il putsch di Piazza Maidan sotto regia USA-NATO (18-20 febbraio) – furono presentate dai media occidentali come le “Olimpiadi dello zar Putin”.

Il presidente Obama e il vice Biden, seguiti da altri leader occidentali, le boicottarono accusando la Russia di violare i diritti umani. Nonostante ciò furono invitati e parteciparono alle Olimpiadi in Russia tutti i Paesi. L’Italia vi partecipò con 113 atleti e ovviamente la propria bandiera nazionale. Alle Olimpiadi invernali in Italia, nel 2026, partecipano solo 13 atleti russi, privati perfino della bandiera nazionale. La loro “bandiera” porta la scritta “Atleta Individuale Neutrale”. Nello stesso modo vengono presentati 7 atleti bielorussi.

Appaiono quindi non solo come semplici individui che gareggiano a titolo personale ma, essendo definiti “neutrali”, appaiono come apolidi, ossia come persone che non sono cittadini di alcuno Stato. Contrariamente a quanto previsto inizialmente, gli “atleti individuali neutrali” russi e bielorussi non hanno potuto partecipare alla sfilata inaugurale, ma è stato loro solo concesso di “assistere all’evento” come semplici spettatori. Nella stessa situazione sono i giornalisti russi inviati alle Olimpiadi in Italia: non hanno la loro nazionalità indicata sui tesserini stampa, ma al suo posto appare l’acronimo INO che indica il loro status “neutrale.”

Tutto questo viola i principi che sono alla base delle Olimpiadi stesse: quelli proclamati dal presidente Mattarella nel discorso di apertura quando ha parlato delle Olimpiadi quale “opportunità di incontro, il contrario di un mondo dove prevalgono barriere e incomunicabilità”. Le Olimpiadi vengono in tal modo trasformate da evento che alimenta un clima di pace in evento che alimenta un clima di guerra. Quale sia la situazione internazionale è confermato dalle ultime notizie, che il complesso politico-mediatico nasconde o stravolge servendosi anche del battage pubblicitario delle Olimpiadi.

La notizia più grave è che, dopo aver affossato l’ultimo Trattato nucleare rimasto in vigore tra Stati Uniti e Russia, il presidente Trump ha deciso la produzione di altre armi nucleari e la realizzazione di test sotterranei. In tale quadro rientra la preannunciata decisione di schierare quest’anno in Germania missili statunitensi a raggio intermedio a duplice capacità convenzionale e nucleare, in grado di raggiungere in breve tempo obiettivi vitali in profondità nel territorio russo. Se ciò avverrà ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko – “creeremo capacità di controforza ugualmente efficaci, se non addirittura superiori, e invece di un equilibrio di moderazione militare, ragionevole e che tenga conto degli interessi nazionali e della sicurezza di tutte le parti, ci sarà un equilibrio di minacce e contro-minacce”.

La decisione della Amministrazione Trump di affossare il Trattato nucleare, atto che la Russia ha cercato invano di impedire, coinvolge anche la Cina. Essa possiede circa 600 testate nucleari, molte meno delle circa 1.700 attualmente dispiegate (ossia pronte al lancio) dagli Stati Uniti e dalla Russia, e ancora meno del numero totale di testate che le due maggiori potenze nucleari hanno nei loro arsenali. Ma la Cina, minacciata dal crescente schieramento di missili statunitensi a ridosso del proprio territorio, ha intensificato la produzione delle sue testate nucleari: secondo le stime, potrebbero arrivare a 1.000 entro il 2030 e forse anche a 1.500 entro il 2035.

Continua allo stesso tempo il genocidio del popolo palestinese, attuato da Israele con il sostegno statunitense e NATO. Lo conferma la Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric Egger, che ha dichiarato: “Quello che abbiamo visto a Gaza supera ogni norma giuridica, etica, morale e umanitaria”. Lo conferma la notizia, documentata a Le Monde, che “oltre 670 corpi di residenti della Cisgiordania sono stati confiscati da Israele per anni, in violazione del diritto internazionale: un silenzioso sequestro di ostaggi”. Il perché è evidente: sono corpi di palestinesi che portano i segni delle torture e degli assassini compiuti da militari e coloni israeliani.
Continua allo stesso tempo a divampare la guerra nell’intera regione. Mentre Trump aumenta la pressione sull’Iran, il Pentagono invia una seconda portaerei: è la Gerald Ford che viene trasferita dai Caraibi, dove ha compiuto l’attacco al Venezuela, al Medio Oriente dove è in preparazione l’attacco all’Iran.

Manlio Dinucci

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